Grico antico e moderno, di Ciro De Rosa
"Ninnamorella è la concretizzazione del mio percorso. Ci sono tutti gli aspetti della mia personalità di cantante, sia quello della riproposta della musica di tradizione orale salentina, così come nasce- ed è ciò che m'interessa particolarmente- sia l'aspetto della contaminazione.
Ne esce una visione su come affrontare la rielaborazione del patrimonio tradizionale."
Artista dalla vocalità vertiginosa, tagliente, e dalla straordinaria espressività, con un bagaglio di frequentazione degli ultimi 'alberi di canto' di Terra d'Otranto che le ha fatto assorbire le peculiarità stilistiche della tradizione, Anna Cinzia Villani al contempoè presenza portante nell'eterogeneo movimento di riproposta della musicalità contadina del Salento.
In Ninnamorella, pubblicato da Anima Mundi nella consueta raffinata veste grafica, Anna cinzia esibisce carattere e maturità artistica, muovendosiagilmente tra materiali dall'impianto eterogeneo. "Ho messo in luce aspetti meno conosciuti della musica del Salento-racconta- e, facendo ricerca mi sono resa conto della vastità e complessità del repertorio, non solo come differenze melodiche ma anche come varianti testuali. Il percorso più importante è impadronirsi senza pregiudizi e con molta umiltà delle peculiarità stilistiche del canto-nel mio caso perchè sono una cantante, ma comunque il repertorio salentino è soprattutto canto- ma anche di quella umanità che lo ha prodotto. Poi comunicare l'importanza dei materiali che possono essere espressi in chiave moderna, cercando di rispettare il sistema arrmonico."
Arricchiscono infatti il cd episodi minimali per sola voce ("Ninnamorella"), per voce e organetto ("La tabbaccara"), canto con tamburello e armonica a bocca ("Pizzica pizzica"), brani in cui divide la scena con suonatori e cantatori del mondo contadino ("Aria a tre" dalla connotazione arcaica, eseguita con tre magnifiche cantatrici, e "La cerva" in coppia con Giovanni Avantaggiato). "Se 'Aria de lu trainieri' diventa un brano d'ascolto, anche perchè non ci sono più i trainieri, ecco che posso farmi accompagnare dal violoncello di Hasa conservando bellezza e arcaicità del pezzo, ma facendolo diventare moderno. Con gli anzianoi ho un rapporto di amicizia, da loro ho appreso molto ma, grazie a me, anche loro sono stati stimolati a ricordare dei canti. 'Aria a tre' non era più cantata dalle tre cantatrici di Ugento (Margherita, Luce e Giuseppina Musio). Ora, avendone loro stesse riconosciuta la rilevanza, la cantano di nuovo. Giovanni Avantaggiato, poi, è un grande esempio di conservazione di repertori tradizionali ma anche di antichi modi di vivere la vita e i rapporti umani, senza dimenticare il suo attaccamento alla lingua grika."
C'è poi il repertorio che la vede affiancata da giovani, eccellenti accompagnatori ('La cupa cupa', 'Stornelli', 'Pizzica pizzica di Nardò') e, quello in cui si misura con moduli sonori contemporanei, salvaguardando la struttura melodica del canti, senza appiattirli ('Mamma la luna-Amame beddhu', 'Ntunucciu', 'Aria de lu trainieri'), in piena sintpnia con musicisti lontani per estrazione musicale. "I giovani 'tradizionali' Giovanni Amati e Annamaria Bagorda sono i discendenti diretti dei suonatori tradizionali del brindisino. Maria Mazzotta è cantante dalla voce melodiosa e ricca di sfumature, studiosa del canto albanese e bulgaro. Valerio Daniele, Redi Hasa, Vito De Lorenzi e Antonio Esperti hanno il desicderio vero di coniugare linguaggi musicali differenti. E' difficile reiventare una tradizione musicakle aggiungendo strumenti non appartenenti ad essa e riuscendo ad essere efficaci nello scatenare le stesse sensazioni."
Quest'opera solista di Anna Cinzia Villani è disco di note tradizionali salentine, ma anche dai tratti molto personali, di memoria viva dei materiali etnofonoci e di sensibilità contemporanea. Come non essere dì'accordo con Vincenzo Santoro, che nella presentazione lo definisce"uno dei lavori discografici più importanti della scena salentina degli ultimi anni"?




