Ninnamorella
Uno dei lavori più importanti della scena salentina degli ultimi anni
di Vincenzo Santoro
La vicenda artistica di Anna Cinzia Villani è emblematica del percorso di formazione di molti dei protagonisti principali del “movimento della pizzica”. Partita a metà degli anni Novanta - molto giovane - dalla frequentazione del fitto mosaico di feste auto-organizzate che era il Salento “pizzicato” prima dell’avvento dei grandi Festival, Anna Cinzia si trova presto ad emergere per la sua versatilità musicale e in particolare per la sua voce straordinaria, “antica”, che le permette di interpretare i canti tradizionali con grande forza ed espressività. Il suo repertorio, come per quasi tutti i giovani di quella generazione, è fondato soprattutto sulle riesecuzioni dei gruppi di riproposta allora attivi, limitandosi quindi a pochi canti già di “seconda mano”. In quel crogiuolo di esperienze e di creatività, la Villani comincia un percorso quasi di iniziazione, collaborando con diversi gruppi, ma soprattutto cominciando a frequentare assiduamente alcuni anziani “alberi di canto”, custodi dei “segreti” della musica salentina, con cui, per la sua particolare sensibilità – musicale e umana – riesce a costruire dei bellissimi rapporti, basati in primo luogo sulla condivisione di sentimenti e amicizia. Anna Cinzia con gli anziani riesce a cantarci e a suonarci insieme, esperienza molto più rara di quello che si potrebbe pensare nell’ambiente della musica salentina. Questi incontri - che spesso sono documentati da registrazioni audio e video - permettono all’artista di arricchire il repertorio e di affinare le proprie tecniche di esecuzione vocale e strumentale, e in qualche modo anche di assorbire lo “spirito” e la “cultura” che sta alla base dei suoni e dei canti della tradizione.