Da tempo attiva nell’ambito della ricerca e della riproposta della musica tradizionale salentina, Anna Cinzia Villani a quattro anni dal suo debutto come solista con Ninnamorella, torna con Fimmana, Mare e Focu, disco dedicato alla donna e alle sue tante anime, cantata però da una prospettiva diversa rispetto ai versi del repertorio tradizionale che la vuole o dea irraggiungibile o fonte di sofferenza per l’amore non ricambiato. Il disco esplora così il lato meno noto della donna all’interno della tradizione, ovvero quello che la vuole poco incline al cantar di sé e dei suoi desideri più nascosti ma piuttosto concentrata nella sua dimensione quotidiana spesa tra la vita familiare ed il lavoro nei campi. Partendo da alcune ricerche sul campo, Anna Cinzia Villani ha cercato di individuare quei canti in cui era la donna a parlare in prima persona o che in qualche modo rimandassero alla sua vita di figlia moglie, madre. Dal punto di vista musicale molto importante è la presenza al fianco della musicista salentina della MacuranOrchestra, che raccoglie eccellenti strumentisti provenienti da esperienze diversificate in ambito world, trad e jazz come: Annamaria Bagorda (organetto), Vito De Lorenzi (batteria etnica, tamburello, percussioni), Giorgio Vendola (contrabbasso), Daniele Girasoli (voce, violino, armonica, marranzano), Giorgio Distante, (tromba), e Gaetano Carrozzo (trombone), guidati magistralmente da Valerio Daniele il quale oltre a suonare la chitarra ha curato la direzione musicale. Inciso nella splendida cornice della Masseria Santa Lucia ad Alessano (Le), luogo particolare sia per la bellezza estetica sia per la particolare acustica delle sue stanze, il disco presenta tredici brani nei quale emerge una combinazione di suoni in grado di conservare ed accrescere la potenza della musica tradizionale attraverso ritmiche, armonizzazioni e timbriche che spaziano dalla world music al jazz. Ad aprire il disco è Ìjo pucanè, brano tradizionale magistralmente interpretato dalla Villani presentato nella versione riarrangiata da Pietro Milesi per l’orchestra nel corso dell’edizione del 2001 della Notte della Taranta. Si passa poi alla travolgente Mujerima pe’ la Musica è Pazza Pazza, canto raccolto da Diego Carpitella ed Ernesto De Martino a Muro Leccese (Le) nel 1960 e caratterizzato da un incedere ritmico irresistibile con i fiati che rimandano alle bande delle feste di piazza e la voce della Villani in grande evidenza. Le atmosfere si fanno più soffuse ed evocative con la romantica Intra sta Curte Stannu Li Bellizzi, brano tradizionale proveniente dalle ricerche di Giovanna Marini a Sternatia (Le), i ritmi tornano più movimentati con Farnaru Farnareddhu, pregevole composizione originale ispirata dall’uso antico di interrogare un setaccio per scoprire il colpevole di un furto. Altro brano composto dalla Villani è poi Luntananza, canto d’amore ispirato al Canto alla Spiga delle Sorelle Gaballo e caratterizzato da un testo di grande intensità poetica nella quale emerge la grande capacità della musicista salentina di immergersi nella tradizione per diventarne parte integrante lei stessa. Dalle sue ricerche personali ed in particolare dalla voce cantrice Teresa Chiriatti arriva Lu Desideriu Miu Cu Bessu Cozza, che a buon diritto può essere considerato uno dei vertici del disco insieme alla pizzica dei proverbi Fimmana, Mare e Focu!, un particolarissimo pastiche letterario di filastrocche e modi di dire, che fanno emergere la visione amara ed allo stesso tempo ironica del rapporto uomo-donna. Da ascoltare con  attenzione sono poi E Stasira Egnu in duetto con Daniele Girasoli, la toccante La Partenza caratterizzata dal recitato di Luisa Ruggio, e Tridici Stelle, altro brano composto dalla stessa Anna Cinzia Villani ed impreziosito dalla chitarra arpeggiata di Valerio Daniela. Il disco verso il finale ci regala ancora la splendida Serenata nella quale brilla l’organetto di Annamaria Bagorda, la trascinante Pizzica Pizzica di Copertino e Puccia Canaja in cui ritroviamo la voce di Daniele Girasoli in duetto con la Villani. Fimmana, Mare e Focu! è senza dubbio il disco della piena maturità artistica di Anna Cinzia Villani ma allo stesso tempo è un lavoro da ascoltare con attenzione, perchè i suoi solchi racchiudono un approccio illuminato alla musica tradizionale, vista non come qualcosa da riproporre più o meno casualmente ma piuttosto come un prezioso tesoro tutto da scoprire e da cui attingere per trovare idee e spunti sonori per il futuro.

Salvatore Esposito